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Montag / Lunedì, 6. Februar / Febbraio 2012
Alcune semplici considerazioni sul profilo di rischio del risparmiatore
Ogni pianificazione finanziaria necessita una decisione relativa al rischio che si vuole intercorrere. Ma che cosa significa “rischio”? Il concetto di “profilo di rischio” del risparmiatore può essere visto da vari punti di vista. In concreto bisogna distinguere fra
1. Rischio Necessario,
2. Capacità al Rischio e
3. Tolleranza al Rischio.
Per poter raggiungere gli obiettivi finanziari che sono stati determinati dal risparmiatore, le attività finanziarie e gli eventuali continui flussi finanziari devono dare un certo rendimento, per arrivare al capitale finale definito. Se il rendimento del portafoglio deve essere elevato per poter raggiungere gli obiettivi posti, allora anche il Rischio Necessario dovrà essere elevato. Questo non ha niente da fare con la tolleranza al rischio del singolo investitore. In altre parole: se il cliente ha risorse limitate, ma obiettivi finanziari di importi elevati, soltanto un buon rendimento del portafoglio gli potrà permettere il raggiungimento degli obiettivi posti. Ma non è detto che aumentando il rischio si abbia necessariamente anche più rendimento. Inoltre bisogna valutare se il risparmiatore è anche in grado di sopportare e tollerare questo rischio.
La Capacità al Rischio invece è la capacità di un risparmiatore di poter correre dei rischi. Se le risorse finanziarie del risparmiatore sono notevolmente superiori agli importi futuri necessari per il raggiungimento degli obiettivi posti, allora la capacità al rischio è elevata. Infatti potrebbe darsi che un risparmiatore riesce a raggiungere i suoi obiettivi nonostante una perdita del 30% del patrimonio. Se invece il patrimonio del risparmiatore è molto contenuto e gli permette molto difficilmente il raggiungimento degli obiettivi posti, allora la capacità di rischio e limitata, perché già un rendimento reale al netto dell’inflazione negativo per alcuni anni porterebbe a un totale deragliamento del suo piano finanziario.
Infine la Tolleranza al Rischio è come un individuo percepisce psicologicamente il rischio del portafoglio/patrimonio. C’è chi dorme bene, anche se il suo portafoglio ha perso il 40% in un mese ( rischio volatilità ), mentre esiste al contrario anche il risparmiatore che non ha subito delle perdite ma ha notti insonni perché pensa che i suoi soldi sul conto corrente bancario non potrebbero essere più sicuri ( rischio solvibilità ). Quindi bisogna chiarire bene, che cosa si intende come rischio. Il rischio è la volatilità di uno strumento finanziario o il mancato pagamento ossia la perdita di valore dell’importo investito in un momento futuro? Si capisce che attualmente anche un titolo di stato tedesco decennale in Euro potrebbe essere rischioso nel medio termine ( volatilità ), ma contemporaneamente sicuro da qui a dieci anni ( solvibilità ).
Il consulente finanziario indipendente dovrebbe valutare insieme con il cliente non solo la sua tolleranza al rischio, ma anche gli altri due aspetti del rischio. Senza una corretta pianificazione finanziaria e patrimoniale difficilmente si è in grado di determinare il rischio necessario per raggiungere gli obiettivi posti. Lo stesso vale anche per la capacità al rischio. Il rischio necessario e la capacità al rischio sono quindi dei valori che sono “calcolabili” dal consulente finanziario indipendente e la bontà del valore calcolato dipende dalla bontà del piano finanziario e patrimoniale. Più tempo e impegno è stato dato alla pianificazione finanziaria e patrimoniale, meglio si potrà valutare il rischio necessario e la capacità al rischio del risparmiatore.
La tolleranza al rischio del cliente invece è un aspetto che spesso è più difficile da valutare, perché il cliente stesso spesso non la conosce e/o si comporta in maniera diversa in momenti diversi. D’altra parte però è di estrema importanza che il consulente finanziario indipendente si prende il tempo necessario per spiegare al cliente il concetto di rischio, educandolo e formandolo in merito. La mia esperienza mi dice che è molto importante spiegare per bene al cliente i possibili scenari di un patrimonio ed i relativi rischi connessi. E una volta capiti i vari aspetti di rischio, il cliente inizia ad avere delle aspettative più realistiche sull’andamento del valore del proprio patrimonio.